I 5 errori inoppugnabili su Tressanti (e tutte le scemenze dette e già autosmentite)
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Non è stato soltanto un disastro comunicativo, ma un vero e proprio scandalo in ordine a contenuti, gestione sbadata di fondi pubblici, parentopoli elevata a regola ineludibile e volgarità esibite senza contegno. Questo è il caso Tressanti, nato dopo che i residenti hanno denunciato di essere rimasti senz’acqua – era già successo in pieno periodo Covid- e il Comune ha interrotto le forniture per paura di incorrere in sanzioni della Corte dei Conti.
Ci sono 5 motivi per cui il disastro politico-amministrativo ha consolidato l’idea di un’amministrazione formata da un’armata Brancaleone senza idee chiare. O peggio, senza idee.
ERRORE 1. Hanno dimenticato Tressanti nel contratto.
Il servizio di fornitura di acqua a Borgo Tressanti era affidato a SIA srl. Fallita quest’ultima, i commissari l’hanno sostituita con Tekra e poi Bonito, Cicolella e Dibisceglia l’hanno rimpiazzata con Teknoservice, nel 2024. Quando l’Amministrazione ha bandito la gara ci si è dimenticati- letteralmente- di ripristinare il servizio di fornitura d’acqua a Tressanti: semplicemente, tra le mansioni che il nuovo gestore avrebbe dovuto affrontare, Tressanti non è stata inserita dagli amministratori. La dimenticanza madre che ha portato al crac.
ERRORE 2. I parenti non sono un optional.
La querelle tra Franco Metta e Teresa Cicolella, e soprattutto sul ruolo di Ecodaunia (che anche sui rifiuti presenta altri passaggi da chiarire), verte su un punto: Ecodaunia è legata all’assessore da rapporti di parentela. Un passaggio da evitare, visto che, anche per bocca della stessa Cicolella, con il nuovo operatore che sostituirà Ecodaunia i cittadini risparmieranno in termini economici.
ERRORE 3. Costi lievitati.
Il risparmio per i cittadini che dovranno comprare l’acqua ci sarà. Parola di Dagnelli, Cicolella, Metta, Bonito, Romano. Tutti concordano. Senza Ecodaunia si spenderà di meno. Il risparmio è garantito. Il quantum no: “C’è un preventivo da 12 euro a fronte di quello di 30 pagato dal comune fino ad ora”, ha detto in consiglio comunale l’assessore Dagnelli; “Ma va aggiunta l’IVA, si risparmia ma poco”, ha detto Cicolella come al solito senza contraddittorio per giustificare l’affidamento ai privati parenti (era rimasta in silenzio durante il consiglio comunale, poi si è rifugiata su Facebook); “L’intervento dell’assessore Dagnelli ha contribuito a far risparmiare il 50% della spesa che avveniva prima”, ha detto Michele Romano. I costi sono lievitati. Punto. E abbassati non appena l’azienda Ecodaunia si è sfilata. Parole degli amministratori.
ERRORE 4. Insulti random: cornuti e mazziati.
Non solo i cittadini di Tressanti hanno dovuto, devono e dovranno affrontare disagi – nel 2025- senza poter contare su di un bene essenziale e basilare come l’acqua, ma se alle vittime ci si rivolge con epiteti insultanti del tipo “comari di Tressanti” (Bonito dixit), con la compiacenza dell’assessore Dibisceglia sempre divertita quando si insultano le donne, allora la misura dello scollamento dalla realtà rasenta la patologia.
ERRORE 5. Comune, Commissari & Ecodaunia. Cicolella smentita dal sindaco.
A smentire Cicolella ci pensa il sindaco. La parente di Ecodaunia dice: “Sono stati i commissari ad affidare il servizio a Ecodaunia”. E poi quella prassi, che doveva necessariamente essere rivista perché “si risparmia” rivolgendosi altrove, non è stata toccata. Chi lo dice? Bonito. “Chi vi parla – ha rimarcato il sindaco durante il consiglio comunale rivolgendosi ai residenti di Tressanti- si è assunto una responsabilità enorme. Perché mensilmente da dicembre 2023 a febbraio 2025 ha assicurato il servizio a spese della collettività urbana (il Comune, ndr) per oltre 130 mila euro”. A Ecodaunia. Ovviamente. Altro che solo i commissari.
mc
la sciatteria amministrativa è enorme. andate a casa buoni a nulla.